intercalari
Parola della settimana: un intercalare invece di una lista di dieci
Le liste di «dieci parole che rovinano il tuo modo di parlare» non funzionano: l’attenzione dura un giorno. Una parola, scelta tra le tue più frequenti, con un contatore accanto, funziona.

«Togliti gli intercalari» è un consiglio sotto cui non c’è nulla: ognuno ne ha decine, e sorvegliarli tutti insieme è impossibile. L’attenzione basta esattamente per uno. Per questo l’app ha una parola della settimana: una parola, il suo conteggio per giorni e nient’altro.
Perché una e non una lista
Una lista di dieci si legge come una sentenza e si chiude al terzo giorno. Una parola entra intera in testa: te ne ricordi in mezzo a una conversazione invece di ripassare un elenco.
E solo con una parola viene fuori un conto onesto. Se ne sorvegli dieci, «è migliorato» non si può verificare: una è scesa, un’altra è salita, e nella somma non si vede niente.

La parola la scegli tu, e solo tra le tue
L’app non propone una lista generale. Mostra le tue più frequenti dell’ultimo mese — quelle che dici davvero — e scegli tra quelle.
Lasciare una parola che non pronunci non serve: sarebbe un esercizio di attenzione, non di parlato. Se le parole frequenti non si sono ancora accumulate, la scheda semplicemente non compare: una scelta vuota è peggio di nessuna scelta.
Che cosa mostra il contatore
Tre numeri: oggi, ieri e la settimana, più le barre per giorno. I giorni a zero sono verdi: è l’unico elogio che qui si dà, e si dà per un fatto, non per l’impegno.
Il conteggio esce dagli stessi eventi di tutto il resto: la parola viene colta nel parlato ordinario durante una sessione, non in un esercizio a parte. Non esiste una modalità «adesso sto sorvegliando la mia parola»: altrimenti la sorveglieresti solo in quei minuti.

La parola si può cambiare, e non è una sconfitta
Il pulsante «cambia» sta accanto alla parola stessa. Una settimana non è un impegno: se quella scelta si rivela rara mentre a dare fastidio è un’altra, cambiala subito invece di resistere fino a domenica.
La cronologia non viene cancellata: la parola precedente resta nei contatori degli eventi e ci si può tornare. L’app non tiene una «lista delle parole abbandonate»: non si tratta di quante ne hai lasciate.
In che cosa è diverso da «stai semplicemente attento»
«Stare attento a come parli» è un compito senza bordi e senza fine, e l’attenzione finisce al primo giorno difficile. Una parola con un numero accanto è un compito con una misura: si vede sul calendario e su di essa si vede il movimento.
E non si verifica con una sensazione. A fine settimana nel parlato reale ne hai meno, oppure le stesse — e in entrambi i casi si legge nei numeri, non in come ti è sembrato.

Cento modi per guardarti
Leggerne è una cosa. Dieci dei test sono aperti proprio qui: senza installare nulla, senza account, senza salvare niente.